Colibrì: Comitato Libertà & Rispetto | Le sentenze sui danni da vaccino nell’ultimo libro a cura del Presidente del Consiglio Prof. Conte
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28 Mar Le sentenze sui danni da vaccino nell’ultimo libro a cura del Presidente del Consiglio Prof. Conte

L’ultimo libro a cura dei Professori Guido Alpa e Giuseppe Conte, pubblicato nel 2018, “Orientamenti della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in materia di responsabilità civile” riserva un intero capitolo ai danni da vaccino, da pagina 77 a pagina 96.

L’argomento è trattato dalla dott.ssa Pancallo del dipartimento di diritto privato dell’Università “La Sapienza” con il titolo “Danni da vaccino: la Corte di Giustizia non esclude il nesso causale in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti”.

Si tratta della nota sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 21 giugno 2017  relativa al caso del sig. W., a cui nel 1999 in Francia, un mese dopo la terza iniezione di un vaccino prodotto dalla Sanofi Pasteur, fu diagnosticata la sclerosi multipla.

Secondo la Corte di Giustizia, come riportato nel testo a cura dei Professori Alpa e Conte (pag.82), “nel caso di specie, sulla base degli indizi indicati dalle parti, è plausibile ritenere che la somministrazione del vaccino sia stata la causa scatenante della malattia; da tale considerazione la Corte fa discendere quella di non poter ritenere il vaccino un prodotto (abbastanza) sicuro”.

A pagina 84, inoltre, sono citate alcune sentenze dei Tribunali italiani, tra cui la sentenza n.4252 del 21 dicembre 2007 del Tribunale di Milano e si conclude che “le sentenze che fanno capo all’orientamento secondo il quale sussiste un nesso causale tra somministrazione di vaccini ed autismo iniziano ad essere non più meramente occasionali. Ove la ricostruzione del giudice, di una delle sentenze in questione fosse confermata, l’autismo costituirebbe un rischio concreto e preventivabile della somministrazione del vaccino. Ne deriverebbe, inoltre, che il ragionamento formulato da una delle più importanti sentenze della Corte Costituzionale in materia di obbligo vaccinale, ossia la n. 307/1990, nella parte in cui afferma che <<un trattamento sanitario può essere imposto solo nella previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiono normali di ogni intervento sanitario, e pertanto tollerabili>> potrebbe non corrispondere più (completamente) al vero. Rischierebbe pertanto di cadere tutta l’impalcatura costituzionale su cui si regge la disciplina in materia di vaccinazioni obbligatorie“.

 

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